Pubblicato lo studio 2013 Frontis Governance sulle remunerazioni nelle società quotate italiane: Pay on Performance?

Settembre 19, 2013

Negli ultimi anni, anche a causa della crisi economica mondiale, le remunerazioni dei massimi dirigenti delle società quotate hanno assunto un ruolo centrale nel dialogo tra emittenti ed azionisti. Questi ultimi hanno spesso percepito, in maniera anche molto forte, la disparità tra il valore creato ed i compensi ricevuti dai principali responsabili della gestione aziendale. In molti mercati si è sentita l’esigenza di una maggiore trasparenza sulle politiche retributive, sottoponendole al giudizio degli stessi soci attraverso il cosiddetto say-on-pay.

Il voto assembleare ha subito mostrato una forza dirompente, tanto da far definire la stagione 2012 “la primavera degli azionisti“, a sottolineare il livello quasi rivoluzionario del malcontento degli investitori. Ma come hanno reagito le quotate italiane? La “primavera degli azionisti” ha portato a reali cambiamenti nelle politiche retributive? E soprattutto, quali sono le cause scatenanti del dissenso degli azionisti?

Un primo incontestabile effetto del say-on-pay in Italia è stata la maggiore trasparenza su tutte le componenti retributive riconosciute ai principali responsabili della gestione. L’analisi delle remunerazioni 2012 assume quindi una doppia rilevanza: per la prima volta viene analizzata ciascuna componente retributiva, consentendo anche una valutazione sull’efficacia del voto assembleare e del più serrato dialogo tra azionisti di minoranza ed emittenti.

Lo studio di Frontis Governance (Pay on Performance? Studio sulle Remunerazioni 2012 nelle Società Quotate Italiane) analizza la struttura delle remunerazioni corrisposte nelle 98 maggiori società italiane. Tutte le componenti retributive sono analizzate in base alla propria natura (contanti, azioni o stock options) e competenza (fisso e variabile di breve e di lungo periodo), per un confronto con i principali parametri aziendali: dimensioni e performance operative e di mercato.

Lo studio si concentra poi sulle remunerazioni riconosciute dalle 38 società incluse nel FTSE MIB ad aprile 2013, allargando l’analisi anche al Consiglio di Amministrazione o di Sorveglianza, differenziando tra CEO, Presidenti e Consiglieri, esecutivi e non esecutivi.

Inoltre, lo studio di Frontis Governance, grazie alla partnership con il network internazionale ECGS, allarga il confronto ad un campione di emittenti europei, di larga capitalizzazione ed operanti nei medesimi settori rappresentati nel FTSE MIB.

I compensi dei CEO sono aumentati del 27,5% nel 2012 (+31,3% se si considera solo il FTSE MIB). Ma i risultati dello studio portano a  conclusioni decisamente più articolate, che rispondono in qualche modo alla domanda iniziale:

  • Non si riscontra alcuna correlazione tra compensi fissi e dimensioni aziendali, sia nel mercato italiano che nel confronto con gli emittenti esteri: gli emolumenti dei CEO italiani si classificano al secondo posto nel campione analizzato (superati solo dagli spagnoli), nonostante la capitalizzazione media nettamente inferiore.
  • I bonus annuali sembrerebbero del tutto indipendenti dalle performance realizzate.
  • Non è evidente un allineamento generalizzato degli incentivi con il valore creato per gli azionisti nel medio-lungo periodo, nonostante si riscontri un certo grado di correlazione nel rapporto con le performance operative.
  • Il say-on-pay ha già prodotto chiari benefici in Italia. Da una parte è aumentata la trasparenza sui piani di incentivazione di lungo periodo (mentre permangono ancora molte criticità nei bonus annuali), dall’altra alcuni emittenti hanno modificato alcune previsioni retributive (in particolare sulle indennità di fine rapporto e su bonus discrezionali), sulla spinta delle richieste degli azionisti.
  • Le risultanze dell’ultima stagione assembleare sono una prova del circolo virtuoso innestato dal say-on-pay: i voti contrari da parte degli azionisti indipendenti sono calati del 17,3%, passando dal 36,5% nel 2012 al 30,2% nel 2013.

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Pay on Performance? Studio sulle remunerazioni 2012 nelle società quotate italiane