Il network internazionale ECGS, che include consulenti indipendenti di corporate governance dei principali Paesi europei (tra cui Frontis Governance per l’Italia), ha presentato il 3 dicembre scorso a Francoforte il rapporto 2012 sulle remunerazioni dei CEO europei.
L’analisi prende in considerazione 392 società europee ed evidenzia immediatamente forti differenze tra i vari mercati di riferimento.
Il Regno Unito si conferma per gli elevati compensi complessivi, che superano mediamente i € 5,5 milioni, seguito dalla Germania (€ 4,3 milioni) e dalla Svizzera (circa € 4 milioni). Secondo il campione analizzato dai colleghi di ECGS, l’Italia si piazza al quinto posto, con circa € 3,7 milioni, preceduta dalla Spagna e seguita dalla Francia. In fondo alla graduatoria il Portogallo, con remunerazioni medie di poco superiori al milione di euro.
Forti differenze si riscontrano anche nella struttura delle retribuzioni corrisposte. I bonus e gli incentivi hanno pesato fortemente sui compensi corrisposti in Gran Bretagna (80% del totale), Svizzera e Germania (per entrambe il 71%). Mentre in Portogallo ed in alcuni paesi scandinavi (come Danimarca, Svezia e Norvegia) la componente variabile non ha superato il 40%. Anche in Italia gli incentivi legati alle performance rappresentano la principale componente della remunerazione complessiva, su cui pesano per circa il 57% nel 2011.
Analizzando ancora in maggior dettaglio le forme di incentivazione, emerge come in Gran Bretagna e Svizzera si faccia ancora forte affidamento sugli strumenti finanziari (azioni e stock options) per l’incentivazione di lungo periodo, mentre in Italia e nei paesi scandinavi tali incentivi risultano fortemente ridotti (mediamente il 19% della retribuzione in Italia).
Ai primi posti della graduatoria dei manager più pagati figura Marco Tronchetti Provera (Presidente, Amministratore Delegato e principale azionista di Pirelli), che, secondo l’analisi di ECGS, si piazza quinto con € 14,5 milioni di retribuzione, relativa ad emolumenti e bonus maturati nel 2011. Tale dato non tiene però conto dei bonus differiti e degli incentivi di lungo periodo maturati negli anni precedenti, ma pagati nel 2011. Includendo tutto quanto corrisposto nel corso dell’anno, il CEO di Pirelli si piazzerebbe addirittura al primo posto, con ben € 22,2 milioni, superando così il CEO della francese Publicis (€ 20 milioni, raggiunti grazie ad un “retention bonus” straordinario di € 16,2 milioni) ed il compenso dell’ex-CEO di Barclays, Bob Diamond (dimissionario a luglio 2012, in seguito allo scandalo sui tassi Libor).
Il rapporto di ECGS prende in considerazione 25 società italiane a larga capitalizzazione, dovendo riferirsi necessariamente ad un campione, seppure molto ampio, di realtà europee. Inoltre, per consentire una comparazione di dati omogenei, sono escluse dall’analisi le indennità di fine rapporto. Includendo nel calcolo le liquidazioni, l’Italia stessa farebbe presumibilmente un bel passo in avanti in classifica, se non altro per i €16,65 milioni pagati a Cesare Geronzi, per appena 11 mesi di presidenza delle Generali, ed i €9,5 milioni ricevuti dall’ex-Presidente e CEO di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini.
Per un’analisi più approfondita delle remunerazioni nelle società del FTSE MIB, si veda lo studio di Frontis Governance, da cui emerge anche un incremento del 14% delle retribuzioni medie dei massimi dirigenti italiani rispetto all’anno precedente.