{"id":508,"date":"2012-09-18T09:51:14","date_gmt":"2012-09-18T07:51:14","guid":{"rendered":"http:\/\/frontisgovernance.wordpress.com\/?p=76"},"modified":"2012-09-18T09:51:14","modified_gmt":"2012-09-18T07:51:14","slug":"pubblicato-il-7-rapporto-di-ethos-sulle-remunerazioni-in-svizzera-il-confronto-con-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/frontisgovernance.com\/en\/pubblicato-il-7-rapporto-di-ethos-sulle-remunerazioni-in-svizzera-il-confronto-con-litalia\/","title":{"rendered":"Pubblicato il 7\u00b0 rapporto di Ethos sulle remunerazioni in Svizzera: il confronto con l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ethos Services<\/strong>, partner del network <strong>ECGS<\/strong>, ha recentemente pubblicato il <a href=\"http:\/\/www.ethosfund.ch\/e\/news-publications\/news.asp?code=266\" target=\"_blank\">settimo rapporto annuale sulle remunerazioni<\/a> dei dirigenti delle 100 principali societ\u00e0 quotate svizzere. Lo studio evidenzia un <strong>calo<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>6%<\/strong> nelle remunerazioni del 2011 rispetto all\u2019anno precedente. Il dato, per\u00f2, \u00e8 fortemente condizionato dal <strong>settore finanziario<\/strong>, dove gli amministratori hanno visto crollare i propri compensi <strong>di ben il 23%<\/strong>, contro un incremento del 5% negli altri settori. Inoltre, la riduzione ha colpito in maniera preponderante i Presidenti non esecutivi, che hanno visto crollare i propri introiti del 17% nel 2011 (attestandosi a 1,12 milioni di franchi svizzeri, circa \u20ac920.000). Gli <strong>Amministratori Delegati<\/strong> hanno \u201csofferto\u201d una riduzione decisamente inferiore (<strong>-6%<\/strong>) dei compensi, che si sono attestati a 3,75 milioni di franchi, corrispondenti a circa \u20ac3,1 milioni ai cambi di fine anno.<\/p>\n<p>I colleghi di <strong>Ethos<\/strong> individuano nel \u201c<strong>say-on-pay<\/strong>\u201d, ovvero nel rimettere le remunerazioni all\u2019approvazione assembleare, uno dei fattori maggiormente benefici per il contenimento dei costi aziendali assorbiti dal top management. In Svizzera, il voto sulle politiche retributive <strong>non \u00e8 obbligatorio n\u00e9 vincolante<\/strong>. Meno della met\u00e0 degli emittenti analizzati (49) l\u2019ha incluso nell\u2019agenda assembleare del 2012, ottenendo il 14,4% di voti contrari (in leggero aumento rispetto al 2011). Nonostante la sua scarsa applicazione, la sola possibilit\u00e0 di un maggior controllo da parte degli azionisti sembrerebbe aver <strong>migliorato notevolmente la trasparenza e la struttura<\/strong> dei compensi degli amministratori, incentivando le societ\u00e0 ad un pi\u00f9 aperto e proficuo dialogo con gli investitori.<\/p>\n<p><strong>Il confronto con l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Per consentire un confronto coerente con i dati rilevati in Italia da <strong>Frontis Governance<\/strong> nel maggio scorso, relativi a 38 societ\u00e0 del FTSE MIB, possiamo isolare i dati di 44 societ\u00e0 svizzere a maggiore capitalizzazione, appartenenti agli indici SMI e SMIM.<\/p>\n<ul>\n<li>Nel campione ristretto a 44, gli <strong>Amministratori Delegati svizzeri<\/strong> hanno subito una <strong>riduzione del 9%<\/strong> dei compensi, mentre i massimi dirigenti delle <strong>societ\u00e0 italiane<\/strong> a maggiore capitalizzazione hanno visto <strong>aumentare<\/strong> i propri compensi complessivamente <strong>del 15,4%<\/strong>.<\/li>\n<li>Le remunerazioni medie dei CEO italiani hanno raggiunto \u20ac3,27 milioni nel 2011, ancora <strong>inferiori ai circa \u20ac3,9 milioni dei colleghi svizzeri<\/strong> (precisamente 4,77 milioni di franchi svizzeri).<\/li>\n<li>La struttura retributiva \u00e8 pressoch\u00e9 la medesima nei due paesi, con il <strong>60% circa rappresentato da bonus<\/strong> ed incentivi, mentre il fisso ha pesato per il 40% dei compensi complessivi.<\/li>\n<li>La forte differenza nel trend dei compensi \u00e8 dovuta alle componenti variabili, che dovrebbero essere legate ai risultati raggiunti e che sono <strong>cresciute del 45% per i CEO italiani<\/strong> (contro una riduzione del fisso dell\u201911%), mentre risultano in calo per i colleghi svizzeri.<\/li>\n<li>Un dato significativo riguarda il <strong>settore finanziario<\/strong>, che ha subito particolarmente la crisi nel corso del 2011, soprattutto in Italia: mentre i massimi dirigenti bancari <strong>italiani hanno visto i propri compensi mediamente stabili<\/strong> nel 2011 a \u20ac2,19 milioni (+1%), ancora molto inferiori a quanto percepito dai <strong>colleghi svizzeri <\/strong>(circa \u20ac3,37 milioni), che hanno per\u00f2 subito <strong>un calo di ben il 26%<\/strong>.<\/li>\n<li>Il differente trend dei compensi si \u00e8 verificato nonostante <strong>performance decisamente peggiori<\/strong> per le societ\u00e0 finanziarie italiane: nel 2011 il <em>Total Shareholder Return <\/em>(ovvero il valore creato per gli azionisti, dato dall\u2019andamento del titolo ed i dividendi pagati) \u00e8 risultato pari a <strong>-31,3% in Italia<\/strong>, contro il -16% registrato dai <em>peers <\/em>svizzeri.<\/li>\n<li>Il differente livello di compensi fissi potrebbe essere spiegato dalle differenti dimensioni delle societ\u00e0 finanziarie italiane e svizzere, la cui capitalizzazione di borsa \u00e8 mediamente del 40% superiore (\u20ac12,9 contro \u20ac7,7 miliardi).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come \u00e8 stato correttamente evidenziato dai colleghi di <strong>Ethos<\/strong>, consentire agli azionisti di esprimersi sulle politiche retributive pu\u00f2 di per s\u00e9 <strong>avviare un circolo virtuoso<\/strong> tendente al miglioramento della trasparenza e della struttura delle retribuzioni stesse. In effetti, i livelli di trasparenza delle remunerazioni corrisposte <strong>in Italia sono tra i pi\u00f9 elevati in Europa<\/strong> (grazie alle nuove previsioni regolamentari), ma alla maggiore trasparenza <strong>non \u00e8 corrisposto<\/strong> un generale adeguamento delle politiche retributive, ancora caratterizzate da <strong>incentivi scarsamente<\/strong> <strong>correlati con i risultati conseguiti<\/strong>.<\/p>\n<p>Le forti differenze tra le politiche retributive non trovano poi un riscontro nel comportamento assembleare degli azionisti, che hanno evidenziato livelli di <strong>dissenso addirittura inferiori in Italia<\/strong>, pari al <strong>12,6% dei votanti<\/strong> (incluse le astensioni) contro il 14,4% nelle assemblee svizzere.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 spiegare una tale differenza nel comportamento assembleare, che dai dati esposti sembrerebbe decisamente paradossale? Probabilmente, oltre che nella maggiore concentrazione della propriet\u00e0 in Italia, la causa pu\u00f2 essere ricercata nella differente <strong>composizione dell\u2019azionariato attivo<\/strong>. Mediamente, oltre due terzi degli azionisti di minoranza presenti nelle assemblee italiane sono grandi <strong>fondi stranieri<\/strong>. Tale categoria di investitori, che devono seguire migliaia di emittenti, fanno necessariamente riferimento (internamente o tramite advisors internazionali) a <strong>guidelines di voto molto rigide<\/strong>, spesso fortemente orientate a valutare pi\u00f9 gli <strong>aspetti formali<\/strong> e legati ai requisiti di trasparenza dei report sulle remunerazioni, che non all\u2019<strong>applicazione effettiva<\/strong> delle politiche retributive. Se consideriamo che le relazioni sulle remunerazioni italiane sono tra le pi\u00f9 trasparenti in Europa, ecco spiegato il paradosso che vuole le politiche retributive italiane pi\u00f9 \u201capprezzate\u201d dagli azionisti votanti, nonostante continuino a <strong>non rispettare il principio fondamentale<\/strong> dell\u2019allineamento degli interessi del management con gli azionisti stessi nel lungo periodo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ethos Services, partner del network ECGS, ha recentemente pubblicato il settimo rapporto annuale sulle remunerazioni dei dirigenti delle 100 principali societ\u00e0 quotate svizzere. Lo studio evidenzia un calo del 6% nelle remunerazioni del 2011 rispetto all\u2019anno precedente. 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