{"id":507,"date":"2012-07-20T11:36:07","date_gmt":"2012-07-20T09:36:07","guid":{"rendered":"http:\/\/frontisgovernance.wordpress.com\/?p=73"},"modified":"2012-07-20T11:36:07","modified_gmt":"2012-07-20T09:36:07","slug":"lassemblea-di-impregilo-segna-una-data-storica-per-il-mercato-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/frontisgovernance.com\/en\/lassemblea-di-impregilo-segna-una-data-storica-per-il-mercato-italiano\/","title":{"rendered":"L\u2019assemblea di Impregilo segna una data storica per il mercato italiano"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente il 17 luglio scorso si \u00e8 tenuta regolarmente l\u2019assemblea di Impregilo, chiamata dal secondo maggior azionista Salini per revocare il Consiglio di Amministrazione in carica. Il 12 luglio, data originaria dell\u2019unica convocazione, l\u2019azionista Igli (Gruppo Gavio) aveva tentato di annullare del tutto il voto di centinaia di piccoli azionisti, che si erano gi\u00e0 espressi tramite delega, proponendo un rinvio dell\u2019assemblea al 3 settembre: il nuovo punto all\u2019ordine del giorno non era riportato nelle deleghe, che sono state cos\u00ec ritenute non utilizzabili dal Presidente del CdA. Un rinvio al 3 settembre avrebbe non solo azzerato tutto, ma creato ostacoli insormontabili per una nuova sollecitazione, che si sarebbe dovuta tenere in pieno agosto.\u00a0Il neo-nominato Presidente Fabrizio Palenzona, che rischiava concretamente di perdere il posto, aveva deciso quindi di bloccare tutte le deleghe, tentando un estremo salvataggio per gli interessi dell\u2019azionista che l\u2019ha nominato (Gavio), della banca di cui \u00e8 Vice Presidente (UniCredit, tra i maggiori creditori del Gruppo Gavio) e di quella di cui \u00e8 stato Amministratore fino a pochi mesi fa (Mediobanca, altro grande creditore di Gavio che con UniCredit \u00e8 parte del patto di sindacato che controlla la stessa Mediobanca, che \u00e8 il principale azionista di UniCredit\u2026).\u00a0Sulla regolarit\u00e0 della decisione del Presidente di Impregilo si \u00e8 espresso il Tribunale di Milano il 16 luglio: tutte le deleghe apportate tramite la sollecitazione devono essere ammesse al voto su tutte le decisioni assembleari, anche ogni eventuale ulteriore argomento di natura organizzativa.\u00a0Il giorno dopo la contestatissima decisione, il Presidente del Collegio Sindacale di Impregilo, Giuseppe Levi, si \u00e8 dimesso per \u201caltri impegni personali\u201d. Lo stesso Levi era stato chiamato in causa dall\u2019avvocato di Salini, che lo aveva esortato ad esprimersi sull\u2019esclusione delle deleghe.<\/p>\n<p>Alla fine l\u2019assemblea si \u00e8 regolarmente tenuta 5 giorni dopo, con la presenza straordinaria anche di agenti della Polizia di Stato e uomini della Digos in borghese. Il risultato finale ha visto la vittoria di Salini con il 51,01% dei votanti: \u00e8 risultato determinante (\u00e7a vas sans dire) proprio quell\u20191,6% circa di deleghe in pi\u00f9 raccolte presso i piccoli azionisti e che si era tentato di bloccare.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della tentata esclusione del deleghe raccolte attraverso la sollecitazione (avvenuta sotto gli occhi della Consob), delle reali motivazioni alla radice della contesa (Salini \u00e8 il principale concorrente di Impregilo e mira ad un\u2019integrazione tra le due realt\u00e0) e degli aspetti legali connessi all\u2019assemblea (relativi sia all\u2019effettiva sussistenza di giusta causa per la revoca del CdA che a presunti collegamenti tra azionisti), preme sottolineare due risultati storici raggiunti con il voto, la cui importanza travalica Impregilo per abbracciare tutto il mercato italiano: per la prima volta i piccoli azionisti sono risultati realmente determinanti per il destino di una large cap italiana e proprio grazie a quei voti \u00e8 stato sconfitto il potente sistema di conflitti di interesse che governa la \u201cgrande\u201d finanza italiana.<\/p>\n<p>Dalla semplificazione della normativa sulla sollecitazione alle deleghe di voto, con il Decreto Legislativo n.27 del 2010 che ha recepito la Direttiva Europea 2007\/36 sui diritti degli azionisti, diversi emittenti ed azionisti hanno usufruito di tale strumento, con risultati anche sorprendenti (si pensi alle oltre 50.000 deleghe raccolte dal Banco Popolare presso i propri obbligazionisti per approvare la modifica al regolamento del prestito convertibile). Fatta esclusione di alcune battaglie su societ\u00e0 a piccola o piccolissima capitalizzazione (ad esempio Aedes, Cape Live o SSBT), per la prima volta la sollecitazione ha dimostrato la reale potenza del coinvolgimento di tutti gli azionisti nelle decisioni sul destino delle societ\u00e0 in cui investono. Troppo spesso gli emittenti considerano gli azionisti di minoranza (che siano istituzionali con piccole posizioni o privati) semplicemente come un bacino cui poter fare ricorso in caso di aumenti di capitale, provando a volte un chiaro fastidio nel loro coinvolgimento assembleare. Ebbene, grazie a quell\u20191,01% di scarto, distribuito su centinaia di deleghe, \u00e8 stato dimostrato che se sollecitati (e speriamo anche opportunamente informati) i piccoli azionisti possono dimostrare una forza tale da eguagliare quella dei grandi investitori. Con Gavio hanno votato, oltre Mediobanca, anche istituti bancari solitamente pigri alla partecipazione assembleare come Veneto Banca (1,98%) e Banca Carige (1%). Con Salini si \u00e8 schierato il fondo Amber Capital, il cui 7,3% circa del capitale\u00a0non sarebbe comunque bastato,\u00a0da solo,\u00a0a determinarne la vittoria.<\/p>\n<p>Il sistema che gira intorno a Mediobanca, su cui si inseriscono gli interessi di larga parte del sistema della grandi quotate italiane, attraverso patti di sindacato e cariche incrociate, ha subito una prima importantissima sconfitta. Lo stesso risultato non \u00e8 riuscito nella contemporanea battaglia sulla fusione tra Unipol e Fondiaria-Sai, dove gli interessi di Mediobanca ed UniCredit (quest\u2019ultimo azionista di FonSai con quasi il 7% ed entrambi grandi creditori del Gruppo) si allargano anche al principale concorrente Generali. Il fondo Sator e la finanziaria Palladio avevano tentato di intromettersi presentando un piano alternativo, che \u00e8 stato rifiutato dal management delle societ\u00e0 coinvolte e sul quale non hanno comunque potuto esprimersi gli azionisti di minoranza. Per una breve ma puntuale analisi del caso Unipol-FonSai si veda l\u2019articolo del Wall Street Journal del 12 luglio scorso, \u201c<a href=\"http:\/\/online.wsj.com\/article\/SB10001424052702303444204577462632154407476.html\" target=\"_blank\">FonSai Shareholders Deserve Better<\/a>\u201d (gli azionisti di FonSai meritano di meglio).<\/p>\n<p>La situazione di Impregilo non \u00e8 certo chiusa (il gruppo Gavio ha presentato un esposto alla Consob su un eventuale concerto tra Salini ed il maggior azionista di minoranza Amber) e probabilmente si decider\u00e0 definitivamente nelle aule dei tribunali. La situazione della societ\u00e0 poi \u00e8 quanto meno complicata, con un azionariato diviso a met\u00e0, e poco rosea per gli azionisti di minoranza, che non vedono al momento ipotesi di OPA. Al di l\u00e0 della situazione della singola societ\u00e0, il voto di Impregilo ha comunque lanciato dei segnali forti ed incontrovertibili a tutto il mercato: gli investitori stanno acquisendo sempre pi\u00f9 consapevolezza e forza, tanto da far immaginare che anche in Italia si potr\u00e0, speriamo presto, parlare di \u201cprimavera degli azionisti\u201d.<\/p>\n<p>Per un\u2019esaustiva analisi dell\u2019assemblea Impregilo si veda anche l\u2019articolo di Antonio Vannuzzo per Linkiesta.it del 17 luglio scorso \u201c<a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/impregilo-assemblea-salini-piccoli-azionisti\" target=\"_blank\">Impregilo, Mediobanca loses: the strong powers discover the market<\/a>\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente il 17 luglio scorso si \u00e8 tenuta regolarmente l\u2019assemblea di Impregilo, chiamata dal secondo maggior azionista Salini per revocare il Consiglio di Amministrazione in carica. 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